Bilinguismo
Il bilinguismo in età prescolare
L’apprendimento di più lingue in età prescolare si differenzia dallo studio di una seconda lingua a scuola o in età adulta poiché due delle quattro competenze fondamentali (lettura, scrittura) non sono ancora coinvolte, per ovvi motivi.
Apprendimento passivo
Nella scuola dell’infanzia Europea bambine e bambini sono quindi stimolati rispetto alle competenze di ascolto e dialogo e il loro modo di apprendere è lo stesso con cui tutti abbiamo appreso la prima lingua che parliamo (L1). Poiché hanno un’esposizione alla lingua della sezione (L2) inferiore rispetto all’esposizione all’italiano, per molti di loro l’apprendimento sarà prevalentemente passivo. Saranno quindi in grado di capire molto più di quello che saranno in grado di dire, il loro apprendimento potrebbe essere poco visibile nell’immediato. Tuttavia una competenza L2 precoce offre un gran numero di vantaggi che saranno più visibili quando saranno più grandi.
Pronuncia
Oltre a una pronuncia dei suoni della L2 pari a quella dei parlanti nativi (possiamo paragonare l’apprendimento di un bambino a una fotografia e quello di un adulto a un dipinto) acquisiscono un atteggiamento spontaneo verso le altre lingue e non saranno intimiditi da suoni diversi e vocaboli sconosciuti quando le studieranno alla scuola primaria. Non meno importante è l’arricchimento culturale dato dal contatto con le consulenti e con compagni e compagne che hanno genitori provenienti da altri paesi. Le consulenti madrelingua in ciascuna sezione portano avanti un programma coordinato con il programma stabilito dalle maestre della sezione e lo arricchiscono lavorando sul lessico dei temi affrontati in classe o durante le uscite (per esempio attività legate alle stagioni o alle festività).
Verifica dell'apprendimento
Poiché le competenze su cui lavorare sono ascolto e dialogo, si usa molto la ripetizione per esempio sfruttando le routine quotidiane (“chi vuole la frutta?” durante il cerchio ogni mattina) e imparando canzoncine. Una volta memorizzate alcune frasi semplici, il bambino ha competenze grammaticali – pur non avendole studiate in modo formale – che permettono di creare nuove frasi con altri significati (prima ripeto “chi vuole la frutta?” poi imparo che posso anche dire “chi vuole la palla?” e successivamente anche “chi vuole giocare a nascondino?” oppure “chi ha preso la palla?”, sostituendo alcuni sintagmi).
È importante non forzare i bambini a casa chiedendo loro di ripetere quello che hanno imparato o di tradurre delle parole, lo proporranno loro stessi quando lo sentiranno come una cosa naturale. Per i bambini che vivono già in un contesto familiare bilingue, la possibilità di una persona esterna alla famiglia che parla l’L2 rende più probabile che la competenza linguistica sia più attiva e il bambino sia quindi più incline a parlare.
Questo pdf è un documento pubblicato alcuni anni fa che descrive con maggiore dettaglio le indicazioni istituzionali e le metodologie del progetto.
